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Associazione Calcio Bernezzo


Nel corso dello stesso anno furono finalmente ultimati i lavori di sistemazione del nuovo impianto sportivo di Via Aldo Bruno con la realizzazione degli spogliatoi e del sistema di illuminazione. Dotata finalmente di un terreno di gioco all'altezza delle proprie ambizioni, a partire dal 1975-76 per l'Associazione Sportiva Bernezzese prese avvio una durevole partecipazione ai campionati organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, con una lunga partecipazione alla Terza Categoria.
Per fronteggiare al meglio la nuova avventura, i dirigenti responsabili della squadra, Giuseppe Costamagna, Elio e Giovanni Chesta, decisero di mutare ancora una volta la divisa di gioco; dal momento che la squadra non disponeva di un elevato capitale sociale, si decise di inviare una lettera a tutte le formazioni che allora militavano nella Serie "A", al fine di ottenere gratuitamente un gioco di maglie. Delle molteplici lettere spedite soltanto una ebbe risposta, ad opera dell'Hellas Verona, che in breve tempo fece pervenire ai Bernezzesi una serie completa di 15 divise di colore giallo e blu, provviste di maglie, calzoncini e calzettoni. Per potersi poi permettere l'iscrizione al campionato, che in quei tempi era piuttosto onerosa, i componenti della squadra si autotassarono, pratica che avviene ancora oggi, e riuscirono ad ottenere finanziamenti dall'Amministrazione Comunale. Per meglio gestire il proprio capitale, fu aperto un libretto di risparmio presso l'ufficio postale dove erano depositati i contributi offerti dai giocatori, dai privati e dalla Calce Dolomia.
In questi anni l'Unione Sportiva Bernezzese predispose la propria sede nei locali del circolo ACLI, allora situato nell'edificio prospiciente alla Chiesa della Madonna: l'ex portiere Saccomano, pittore per diletto, disegnò lo stemma dell'Associazione che campeggiava sul balcone del palazzo. A partire dal 1974 fu inoltre organizzato il torneo estivo presso il nuovo impianto di Via Cuneo: l'esperienza ottenne un lusinghiero successo e venne quindi ripetuta fino al 1979.
La partecipazione del Bernezzo al campionato di terza categoria FIGC si protrasse ininterrottamente fino al 1983; si giocava sempre di domenica pomeriggio e le prestazioni della squadra erano seguito da un buon numero di tifosi fedeli, nonostante gli alterni risultati conseguiti: a fine campionato la squadra si collocava quasi sempre nella parte medio-bassa della classifica. Il miglior risultato, un sesto posto nella graduatoria finale, fu conseguito presumibilmente nell'anno in cui il ruolo di allenatore fu ricoperto da Raimondo Arnaudo, che oltre a preparare la squadra disputava in prima persona gli incontri.
Non mancarono anche episodi sventurati, come i brutti infortuni che coinvolsero a breve distanza di tempo nel 1977 Anselmo Bruno e Sandro Chiapello, entrambi colpiti dalla frattura della tibia e del perone. I piccoli e grandi infortuni occorsi agli atleti accentuarono ulteriormente il problema maggiore del Bernezzo di questo periodo, ossia la carenza di organico: all'inizio del campionato il parco giocatori era composto solitamente da una quindicina di unità, che si riducevano drasticamente nel corso del torneo. Ne conseguiva che spesso negli ultimi incontri la squadra si schierava a ranghi ridotti, non di rado nel numero minimo consentito di 7 giocatori, compromettendo inevitabilmente l'andamento delle gare. In una di queste occasioni il Bernezzo, sceso in campo in formazione largamente rimaneggiata, dopo una sonora sconfitta si vide appioppare dalla Federazione Calcio una multa per "manifesta inferiorità".
Per ovviare alla difficoltà a partire dall'autunno del 1980 si decise di creare nuovamente un settore giovanile attraverso la formazione di una squadra composta dai ragazzi del paese, iscritti per lo più nel campionato di II Fascia CSI. Nel 1984 essi presero parte al campionato allievi FIGC insediandosi a metà classifica nella graduatoria finale. L'attività di questa compagine continuò con brevi interruzioni fino al 1988 e riservò non poche soddisfazioni, come la vittoria del campionato circoscrizionale nella stagione 1986-87 e il secondo posto conseguito l'anno successivo alle spalle del Confreria, il principale antagonista di quegli anni nei tornei di II Fascia. Successivamente per la concorrenza del settore giovanile del Caraglio, in cui militavano molti Bernezzesi, non fu più possibile iscrivere alcuna formazione giovanile.
Quanto alla prima squadra, conclusa l'esperienza in Terza Categoria nel 1983, partecipò nella stagione successiva al campionato CSI con buoni risultati. Ma in questi anni le maggiori soddisfazioni provenivano dai tornei estivi, in particolare dalla compe-tizione dedicata a Massimo Borgetto, in cui il Bernezzo seppe imporsi sia nella prima edizione del 1983, sia nella seconda del 1984. In particolare questa seconda affermazione costituisce un motivo d'orgoglio per i partecipanti, dal momento che rispetto all'anno precedente il livello qualitativo delle squadre partecipanti si era incrementato notevolmente: inoltre il successo bernezzese fu arricchito dalla consegna della Coppa a Franco Giordana quale migliore giocatore del torneo.

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