Home  | Uffici  | Consiglio Comunale  | Bandi  | Delibere  | Modulistica  | Regolamenti  | Manifestazioni  | Associazioni  | Links
 
     La Storia
     Uffici
     La Giunta Comunale
     Il Consiglio Comunale
     Bandi
     Delibere e Atti
     Avvisi e pubblicaz.
     Immagini
     Modulistica
     Regolamenti
     Links
     Numeri utili

     Le Chiese
     Manifestazioni
     News
     Le Associazioni
     Sport


Associazione Calcio Bernezzo


Nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale non esistevano nella zona di Cuneo dei campionati ufficiali di calcio, per cui le partite disputate dal Bernezzo avevano sempre carattere amichevole, e tuttavia si configuravano come eventi in grado di catturare l'attenzione di moltissime persone. Una testimonianza dell'affetto con il quale i Bernezzesi seguivano la squadra locale è data dal primo incontro disputato in notturna nel campo di Piazza Martiri nella stagione 1948-49 contro una squadra proveniente da Cuneo; per l'occasione l'elettricista Pietro Ricci, deportato a Dachau nel corso della guerra, aveva allestito un impianto di illuminazione in grado di consentire la disputa dell'incontro, terminato sul risultato di 1-1. All'avvenimento presero parte moltissimi spettatori paganti, ai quali successivamente fu offerto un rinfresco, e con l'incasso della serata furono interamente coperte le spese per i pali e per i cavi elettrici e ne furono ricavate altre 30 mila lire, usate per le attività alle quali l'associazione prendeva parte, e in particolare per pagare le trasferte. Il Bernezzo infatti iniziò con frequenza crescente a disputare partire fuori dalle mura amiche, spostandosi in bicicletta o affittando pullman per recarsi nei paesi vicini, come Cuneo, Fontanelle, Dronero, Caraglio e Valdieri.
Nel 1950 la squadra, ancora una volta grazie all'interessamento di Carnielli, ebbe l'occasione di disputare un incontro nello Stadio Comunale di Cuneo contro la squadra della Nasetta; notevole fu l'impatto emotivo sui giocatori rossoblù, abituati a giocare su un terreno di dimensioni molto minori. Nonostante il signor Francesco Gastaldi avesse promesso ai giocatori di donare 100 lire a chi riusciva a siglare un gol, i Bernezzesi non riuscirono nell'impresa ma disputarono ad ogni modo una partita onorevole in quel palcoscenico tanto importante. La Nasetta si impose per 2-0 ma faticò non poco per avere ragione degli ospiti, estremamente coriacei, capitolati soltanto per colpa di due "infortuni" difensivi. Del resto la tenacia era senz'altro il punto di forza del Bernezzo, che sopperiva con l'agonismo alla mancanza di tecnica individuale: la preparazione atletica era comunque notevole, perché ogni giorno i giocatori si recavano di corsa fino alla Borgata Torretta. Questo tipo di allenamento, estremamente semplice ma molto efficace, unito alla fiera determinazione di molti calciatori, rendeva il Bernezzo una squadra molto difficile da fronteggiare sul piano agonistico.
Intorno al 1955-56 il movimento calcistico, potenziatosi nel tempo per merito del Curato don Piccinoli che, appassionato di calcio, svolgeva un ruolo di primo piano nell'organizzazione degli incontri, fu coinvolto da un intenso ricambio generazionale: i componenti della prima formazione passarono il testimone ai compagni più giovani, che presero in mano le sorti della squadra gestendo autonomamente partite e allenamenti. Rispetto ai loro predecessori le nuove leve, che erano composte per la maggior parte da studenti, avevano più possibilità di giocare e di assistere a partite di pallone di alto livello; di conseguenza si verificò un netto miglioramento del livello tecnico della squadra, sempre supportato da uno spiccato dinamismo. La nuova formazione continuò l'attività calcistica bernezzese, articolata esclusivamente in partite amichevoli fino al 1958, anno in cui per mancanza di un numero sufficiente di giocatori, dovuta in parte agli impegni lavorativi e in parte all'emigrazione, la squadra fu momentaneamente sciolta e alcuni dei suoi componenti si recarono a giocare nella squadra di Caraglio.
Ma ormai la passione per il football era così radicata che il paese non poteva restare a lungo senza la propria rappresentativa. Per questo motivo il "Purgatorio" durò poco più di una stagione: già nel 1960 Bernezzo poteva nuovamente fregiarsi di una squadra di calcio, ricostituita per merito del Curato don Ramero, che aveva saputo coinvolgere molti giovani. Per coordinare la preparazione atletica, fu chiamato il professore di educazione fisica Giovanni Chiapello (Balu), che veniva appositamente da Cuneo per presiedere alle sedute di allenamento della squadra.
A questi anni risalgono le prime partecipazioni alla Coppa Stadium, una delle manifestazioni ufficiali organizzate per coordinare l'attività delle compagini giovanili che, sempre più numerose, stavano facendo la loro comparsa nel cuneese. A causa delle limitate dimensioni del terreno di gioco di Piazza Martiri le partite in casa del Bernezzo erano disputate da 9 giocatori per parte; sugli altri campi invece i Bernezzesi dovevano schierare una formazione composta da 11 atleti. Probabilmente fu in questo periodo che venne realizzato un filmato di una partita vittoriosa disputata contro il Madonna dell'Olmo; le immagini furono proiettate nel salone parrocchiale sotto forma di diapositive di fronte a molte persone accorse per l'occasione.
Nel 1961 la compagine si iscrisse al campionato Juniores organizzato dal Centro Sportivo Italiano, e la partecipazione si protrasse fino alla stagione 1963-64. Successivamente ci fu un altra breve pausa, dovuta principalmente all'impossibilità di metter insieme una rosa composta da una quindicina di giocatori. Un nuovo tentativo fu realizzato nel 1965, ma la squadra non riuscì a portare a termine il torneo per mancanza del numero sufficiente di componenti. L'anno successivo si decise comunque di ritentare l'iscrizione al campionato Juniores CSI, sull'onda della partecipazione del torneo di calcio a 7 di Caraglio, concluso con un brillante secondo posto e con il premio a Giuseppe Fornara quale capocannoniere della manifestazione. Nei quattro anni successivi il Bernezzo continuò a disputare il campionato Juniores e, potendo contare su una formazione di qualità, riuscì a togliersi non poche soddisfazioni, finché l'entusiasmo si assopì nuovamente con la conseguente pausa nell'attività dell'Associazione.
Nel 1972, grazie all'interessamento del ligure Zangrillo, che fornì i soldi per l'iscrizione al campionato e per la realizzazione delle nuove maglie dai colori rosso e bianco, la squadra prese parte al campionato "Open" - IV Fascia CSI disputando le partite in casa sul campo di Caraglio, dal momento che il terreno di Piazza Martiri era ormai considerato inadeguato alla categoria. La stagione 1972-73 fu certamente una delle più esaltanti della storia del calcio Bernezzese: in 19 partite disputate la rappresentativa riportò infatti 18 vittorie e un pareggio, conquistando a pieno titolo la possibilità di partecipare ai play-off, che coinvolgevano le prime quattro squadre dei due gironi allora presenti, per aggiudicarsi la vittoria finale del torneo. Sfortunatamente il Bernezzo non riuscì a raccogliere quanto di buono aveva seminato e, per colpa delle sconfitte riportate contro il Ceva e contro il Santa Croce, dovette accontentarsi del secondo posto, alle spalle degli antagonisti Cervaschesi.
Nonostante la delusione per il mancato successo, nella stagione successiva la squadra si riscrisse nuovamente al campionato CSI di IV Fascia , e nel contempo furono organizzate fino al 1975 formazioni giovanili di II Fascia; nei primi mesi del 1974 una compagine del paese prese parte al Torneo di Primavera di calcio a 7, organizzato dal CSI. Notevole fu la prestazione dei ragazzi bernezzesi, che si aggiudicarono la vittoria finale imponendosi per 2-0 nella finalissima disputata a Cuneo nell'Antistadio di Corso Monviso contro il Robilante.

Pagine: 1 - 2 - 3 - 4


 Meteo regionale  Contatti
Realizzato da M Servizi Informatici